Torna a vedere ad un mese dalle nozze

tg1-on-linePAVIA – Rosetta, trentenne di Caserta gravemente ipovedente, è tornata a vedere grazie a una nuova tecnica che ha ‘cancellato’ il glaucoma congenito bilaterale.

Trentenne recupera vista dopo intervento
Trentenne recupera vista dopo intervento

PAVIA – E’ una notizia di quelle che fanno sperare. Ha riacquistato la vista a un mese dal fatidico sì e,  finalmente, per la prima volta ha visto il fidanzato. Rosetta, trentenne di Caserta gravemente ipovedente, è tornata a vedere grazie a una nuova tecnica che ha ‘cancellato’ il glaucoma congenito bilaterale.

IPOVEDENTE DALLA NASCITA – La malattia che l’accompagna dalla nascita è solo un ricordo “grazie alla cheratoprotesi e al professor Aldo Fronterrè – racconta Rosetta dalla sua casa in Toscana, dove a fine agosto si svolgeranno le nozze – In passato mi sono sottoposta a numerosi interventi in Europa e in Russia ma senza successo, finché, cercando su internet ho saputo del professore e ho fissato un appuntamento a Milano. Dopo un mese mi sono sottoposta all’operazione e quando ho visto per la prima volta il mio fidanzato mi sono emozionata”.

La ‘Cheratoprotesi secondo Boston’, di cui Fronterrè è il pioniere in Europa, arriva
dall’Università Harvard e rappresenta una nuova opzione al trapianto di cornea.

TECNICA RIVOLUZIONARIA – In alcuni casi, infatti, il trapianto tradizionale è impossibile o destinato a un sicuro fallimento. Così la Harvard Medical School ha messo a punto una cornea artificiale, che permette di sostituire quella opaca con una particolare protesi trasparente in materiale sintetico. La peculiarità è che non va incontro a rigetto od opacamento, risolvendo così i vari gradi di cecità del paziente. Oltre duemila persone fino ad oggi hanno avuto benefici dall’intervento. “Con questa nuova tecnica si ha l’opportunità di riacquistare una buona visione – spiega Fronterrè, specialista in Chirurgia corneale, già primario di Chirurgia oculistica alla Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia – La protesi è costruita in polimetilmetacrilato, un materiale sintetico trasparente con una ottima tollerabilità ed eccellenti proprietà ottiche”.

L’INTERVENTO – La ‘Boston Keratoprosthesis’, prosegue, “consiste nella sostituzione della cornea del paziente con una protesi in titanio e polimetilmetacrilato, inserita in un lembo di cornea di donatore, che funge da supporto, e quindi viene impiantata nell’occhio del destinatario insieme a una lente a contatto”. Prima dell’intervento il
paziente è sottoposto a un’accurata visita oculistica, per stabilire se è un buon candidato per l’operazione, che dura un’ora e quindici minuti in anestesia locale (generale per i bambini) e viene eseguito in day-hospital. Il paziente quindi può ritornare a casa il giorno stesso.

LA SPERANZA – “Il professore non mi ha mai illuso sulla riuscita dell’intervento e ha preso a cuore il mio caso – conclude Rosetta – i risultati ci sono e per questo voglio spronare a sottoporsi alla cheratoprotesi chi vuole uscire dalla mia stessa situazione ed entrare in un mondo fatto di colori e di emozioni”.