Cornea Artificiale

Cheratoprotesi Boston Tipo I

Il trapianto di cornea tradizionale è un intervento con una elevata percentuale di successo in grado di ridare la vista a molti pazienti affetti da cecità corneale.

In alcuni casi, tuttavia, un trapianto con cornea di donatore va incontro a ripetuti fallimenti oppure presenta, per particolari patologie, una percentuale di rischio di insuccesso così elevata da sconsigliare l’operazione.

In questi casi l’impianto di una cornea artificiale (CHERATOPROTESI) rappresenta l’unica soluzione praticabile.

I componenti della cornea artificiale
I componenti della cornea artificiale

La cornea artificiale
La cornea artificiale

La Cheratoprotesi di Boston messa a punto dalla Università Harvard ha ricevuto l’approvazione dell’ente statunitese FDA ed è la cheratoprotesi piu’ utilizzata negli Stati Uniti.

Il Dott. Aldo Fronterrè ha introdotto questa tecnica in Italia dopo una lunga collaborazione con la Massachussets Eye and Ear Infirmary dell’Università Harvard.

La protesi è costruita in titanio ed in una materia plastica (polimetilmetacrilato) con un eccellente tollerabilità e con ottime proprietà ottiche.

La Cheratoprotesi viene inserita in un lembo di cornea umana e quindi impiantata nell’occhio del paziente.

L’intervento viene eseguito in day-hospital in anestesia locale ed ha la durata di circa un ora e venti minuti e dopo due ore il paziente viene dimesso.

Nei bambini invece si opera in anestesia generale e con ricovero.

Il miglioramento della vista avviene rapidamente ed un livello ottimale viene raggiunto dopo poche settimane.

L’impianto di Cheratoprotesi Boston è consigliato in quei pazienti che hanno già subito precedenti trapianti con esiti insoddisfacenti o che hanno una cattiva prognosi per un trapianto con cornea umana.

Cheratoprotesi Boston Tipo II

Il Trapianto di Cornea e la Cheratoprotesi Boston Tipo I non sono in grado di risolvere tutte le cecità di origine corneale.

Malattie autoimmuni come la Sindrome di Stevens-Johnson e il Pemfigo oculare, ustioni e causticazioni producono gravi alterazioni della cornea e della congiuntiva con distruzione delle cellule staminali corneali.

Negli stadi finali la superficie oculare perde la sua normale idratazione e i fornici si saldano.

In questi casi i trapianti con cornee umane o con Cheratoprotesi Boston Tipo I sono destinati al fallimento.

Proprio per questi pazienti l' Università Harvard ha messo a punto una specifica Cheratoprotesi: la Cheratoprotesi Boston Tipo II.

Questa cornea artificiale dispone di una ottica cilindrica costruita per essere impiantata attraverso le palpebre e permettere la visione mentre il bulbo rimane protetto dalle palpebre stesse.