Cecità dopo aggressioni con l’Acido

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La cronaca recente ci ha riportato con raccapriccio di aggressioni con l’uso di acido lanciato sul viso della vittima. In questi casi spesso nel descrivere i danni provocati si parla della perdita della vista di uno o di ambedue gli occhi.

Pazienti e conoscenti spesso chiedono come mai l’acido provoca agli occhi danni così gravi e se è possibile rimediare con qualche cura o intervento chirurgico .

Purtroppo l’acido a contatto con l’occhio provoca la morte dei tessuti e dei vasi sanguigni causando l’opacamento della cornea che è la più esterna delle lenti dell’occhio. La cornea che ha perso la sua trasparenza non può più essere attraversata liberamente dalla luce e quindi l’occhio diventa cieco. Inoltre il danno quasi sempre coinvolge anche le palpebre e la congiuntiva, la membrana che riveste l’interno delle palpebre e il bianco dell’occhio. Questi tessuti danneggiati non sono più in grado di proteggere efficacemente l’occhio per cui le lesioni tendono ad aggravarsi ulteriormente. In questi casi il trapianto di cornea, cioè la sostituzione della cornea opacata con una prelevata da un donatore, ha scarsissime probabilità di riuscita perché il tessuto trapiantato va incontro a un rigetto molto rapidamente .

Per questi  pazienti spesso l’unica soluzione è rappresentata dall’impianto di una cornea artificiale che non può andare incontro a rigetto perché non è un tessuto biologico e non può opacarsi perché l’ottica è in materiale sintetico.

La cornea artificiale attualmente più utilizzata nel mondo è la Cheratoprotesi di Boston messa a punto dall’ Università  Harvard.
Anche nella mia esperienza chirurgica la Cheratoprotesi di Boston ha dato ottimi risultati in pazienti che erano diventati ciechi perché erano stati colpiti da sostanze chimiche come acidi, alcali o calce.

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