Tecnica SMILE per la correzione dei difetti della vista

Grazie all'invasività notevolmente ridotta, la procedura è totalmente indolore sia nel corso dell'esecuzione che nel post-operatorio

La correzione laser dei difetti di vista ha raggiunto un nuovo straordinario traguardo con la tecnica SMILE.

La SMILE ( SMALL INCISION LENTICULE EXTRACTION ) è una metodica all'avanguardia nella correzione della miopia e dell' astigmatismo miopico che si basa sull'utilizzo del solo LASER A FEMTOSECONDI senza l'uso del laser ad eccimeri, superando i limiti di questo mezzo.

Questa tecnica non prevede il taglio di lembi corneali e l'uso di lame .

La procedura consiste nella scolpitura da parte del LASER A FEMTOSECONDI di terza generazione "VISUMAX ZEISS" di una piccola lente di caratteristiche geometriche adeguate a correggere il difetto di vista nello spessore della cornea.

Lo stesso laser crea un piccolissima incisione attraverso la quale il chirurgo estrae il lenticolo in un unico atto.

La superficie della cornea rimane indenne e tutto il trattamento è eseguito all'interno del tessuto corneale.

I vantaggi della SMILE sono:
- Maggiore velocità di esecuzione perché si utilizza un solo laser
- La cornea viene indebolita meno rispetto alla LASIK.
- Meno dolore rispetto alla PRK.
- Recupero visivo più rapido rispetto alla PRK ( entro 24 ore )

La procedura SMILE è indicata per la correzione di miopie fino a -10 diottrie e astigmatismo miopico fino a -5 diottrie.

Per valutare se un paziente è un buon candidato per la SMILE bisogna che un oculista esperto in chirurgia refrattiva esegua una accurata visita specialistica ed una serie di esami specifici.

Piggy Back Iol

Chirurgia Piggy Back

Oggi la chirurgia della cataratta e’ in grado di ottenere buoni risultati refrattivi.

In qualche caso però, anche con la migliore chirurgia e con i calcoli più accurati, dopo l’operazione si presentano errori refrattivi.

In questi pazienti e’ ora possibile correggere il difetto di vista residuo con l’impianto di una seconda sottilissima lente intraoculare da accoppiare a quella già inserita.

Il Dottor Fronterré e’ uno dei primi chirurghi in Italia ad eseguire questa operazione chiamata LENTE INTRAOCULARE PIGGY BACK per correggere Miopia, Ipermetropia, Presbiopia, Astigmatismo o anomalie corneali come il Cheratocono dopo un intervento di Cataratta con impianto di una lente intraoculare standard.Lenti-IOL

L’ intervento viene eseguito in pochi minuti dopo aver anestetizzato l’occhio con un collirio. Attraverso una incisione di circa 2 millimetri la lente, arrotolata in una specie di siringa, viene iniettata all’ interno dell’ occhio dietro l’ iride.

Il giorno seguente il paziente può riprendere le normali occupazioni.

FAQ-La Chirurgia Refrattiva

Esistono limiti di età per sottoporsi all’intervento ?

Gli interventi per miopia, ipermetropia e astigmatismo possono essere effettuati dai 18 ai 60 anni.

Qual è il limite massimo di diottrie su cui si può intervenire con il laser ad eccimeri ?

Nel caso di miopia e astigmatismo, si può intervenire per difetti fino a 25 diottrie, fino a 10 nell’ipermetropia.

Che cosa si avverte durante l’operazione ?

Non si sente nulla. Niente aghi e niente iniezioni. Se c’è bisogno l’anestesista somministra solo un leggero calmante per sedare l’ansia o la tensione e instilla qualche goccia di collirio anestetico all’interno della palpebra

Quanto dura l’intervento ?

All’incirca dieci minuti, quanto basta per assottigliare lo spessore della cornea e consentire una perfetta messa a fuoco.

E dopo ?

Finita l’operazione, per evitare strofinamenti, l’occhio viene protetto da una sorta di conchiglia di plastica e da una benda. Una volta esaurito l’effetto dell’anestetico, si avvertirà per alcune ore una sensazione simile a quella di sabbia negli occhi. Nei giorni successivi dovranno essere evitate le luci violente e qualunque movimento che costituisca un rischio per gli occhi. Già a ventiquattrore dall’intervento saranno percepibili i primi miglioramenti, e nel giro di una settimana si riprenderà a vedere normalmente, senza lenti.

Esistono controindicazioni all’intervento ?

Alla visita di controllo che precede l’intervento devono essere escluse o risolte distrofie corneali, infiammazioni alla palpebra, alla congiuntiva e alla cornea.

Quali sono le garanzie di successo della tecnica che utilizza il laser ?

La tecnica con laser ad eccimeri è stata approvata dal F.D.A., l’ ente statunitense che controlla la pratica medico-chirurgica.Viene impiegata da oltre dieci anni in tutto il mondo e oltre un milione di persone vi hanno fatto ricorso. Le percentuali di successo sono altissime (90% in media e 99% per un chirurgo esperto) specie negli interventi per miopie, astigmatismi e ipermetropie semplici.

Esistono casi di insuccesso ?

In un numero molto limitato di casi (stando alle statistiche nel 3-5% dei casi) può avvenire che, dopo l’intervento, rimanga un lieve grado di miopia o che la correzione eseguita sia eccessiva. In entrambi i casi è possibile correggere questi inconvenienti con un “ritocco”.

Quanto dura la correzione ?

Nella maggioranza dei casi tutta la vita. Nei pazienti miopi che si sottopongono all’intervento dopo i 30-35 anni, in genere non ci sono cambiamenti perché la miopia non evolve più, mentre in quelli più giovani, in cinque casi su cento ci può essere un’evoluzione del disturbo che richiede un secondo intervento per azzerare del tutto il problema.

Torna a vedere ad un mese dalle nozze

tg1-on-line

tg1-on-linePAVIA – Rosetta, trentenne di Caserta gravemente ipovedente, è tornata a vedere grazie a una nuova tecnica che ha ‘cancellato’ il glaucoma congenito bilaterale.

Trentenne recupera vista dopo intervento
Trentenne recupera vista dopo intervento

PAVIA – E’ una notizia di quelle che fanno sperare. Ha riacquistato la vista a un mese dal fatidico sì e,  finalmente, per la prima volta ha visto il fidanzato. Rosetta, trentenne di Caserta gravemente ipovedente, è tornata a vedere grazie a una nuova tecnica che ha ‘cancellato’ il glaucoma congenito bilaterale.

IPOVEDENTE DALLA NASCITA – La malattia che l’accompagna dalla nascita è solo un ricordo “grazie alla cheratoprotesi e al professor Aldo Fronterrè – racconta Rosetta dalla sua casa in Toscana, dove a fine agosto si svolgeranno le nozze – In passato mi sono sottoposta a numerosi interventi in Europa e in Russia ma senza successo, finché, cercando su internet ho saputo del professore e ho fissato un appuntamento a Milano. Dopo un mese mi sono sottoposta all’operazione e quando ho visto per la prima volta il mio fidanzato mi sono emozionata”.

La ‘Cheratoprotesi secondo Boston’, di cui Fronterrè è il pioniere in Europa, arriva
dall’Università Harvard e rappresenta una nuova opzione al trapianto di cornea.

TECNICA RIVOLUZIONARIA – In alcuni casi, infatti, il trapianto tradizionale è impossibile o destinato a un sicuro fallimento. Così la Harvard Medical School ha messo a punto una cornea artificiale, che permette di sostituire quella opaca con una particolare protesi trasparente in materiale sintetico. La peculiarità è che non va incontro a rigetto od opacamento, risolvendo così i vari gradi di cecità del paziente. Oltre duemila persone fino ad oggi hanno avuto benefici dall’intervento. “Con questa nuova tecnica si ha l’opportunità di riacquistare una buona visione – spiega Fronterrè, specialista in Chirurgia corneale, già primario di Chirurgia oculistica alla Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia – La protesi è costruita in polimetilmetacrilato, un materiale sintetico trasparente con una ottima tollerabilità ed eccellenti proprietà ottiche”.

L’INTERVENTO – La ‘Boston Keratoprosthesis’, prosegue, “consiste nella sostituzione della cornea del paziente con una protesi in titanio e polimetilmetacrilato, inserita in un lembo di cornea di donatore, che funge da supporto, e quindi viene impiantata nell’occhio del destinatario insieme a una lente a contatto”. Prima dell’intervento il
paziente è sottoposto a un’accurata visita oculistica, per stabilire se è un buon candidato per l’operazione, che dura un’ora e quindici minuti in anestesia locale (generale per i bambini) e viene eseguito in day-hospital. Il paziente quindi può ritornare a casa il giorno stesso.

LA SPERANZA – “Il professore non mi ha mai illuso sulla riuscita dell’intervento e ha preso a cuore il mio caso – conclude Rosetta – i risultati ci sono e per questo voglio spronare a sottoporsi alla cheratoprotesi chi vuole uscire dalla mia stessa situazione ed entrare in un mondo fatto di colori e di emozioni”.