Cecità dopo aggressioni con l’Acido

aggressione-con-acido-muriatico

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La cronaca recente ci ha riportato con raccapriccio di aggressioni con l’uso di acido lanciato sul viso della vittima. In questi casi spesso nel descrivere i danni provocati si parla della perdita della vista di uno o di ambedue gli occhi.

Pazienti e conoscenti spesso chiedono come mai l’acido provoca agli occhi danni così gravi e se è possibile rimediare con qualche cura o intervento chirurgico .

Purtroppo l’acido a contatto con l’occhio provoca la morte dei tessuti e dei vasi sanguigni causando l’opacamento della cornea che è la più esterna delle lenti dell’occhio. La cornea che ha perso la sua trasparenza non può più essere attraversata liberamente dalla luce e quindi l’occhio diventa cieco. Inoltre il danno quasi sempre coinvolge anche le palpebre e la congiuntiva, la membrana che riveste l’interno delle palpebre e il bianco dell’occhio. Questi tessuti danneggiati non sono più in grado di proteggere efficacemente l’occhio per cui le lesioni tendono ad aggravarsi ulteriormente. In questi casi il trapianto di cornea, cioè la sostituzione della cornea opacata con una prelevata da un donatore, ha scarsissime probabilità di riuscita perché il tessuto trapiantato va incontro a un rigetto molto rapidamente .

Per questi  pazienti spesso l’unica soluzione è rappresentata dall’impianto di una cornea artificiale che non può andare incontro a rigetto perché non è un tessuto biologico e non può opacarsi perché l’ottica è in materiale sintetico.

La cornea artificiale attualmente più utilizzata nel mondo è la Cheratoprotesi di Boston messa a punto dall’ Università  Harvard.
Anche nella mia esperienza chirurgica la Cheratoprotesi di Boston ha dato ottimi risultati in pazienti che erano diventati ciechi perché erano stati colpiti da sostanze chimiche come acidi, alcali o calce.

FAQ-Il Trapianto di cornea

  • Quale origine hanno le cornee da trapiantare?

Le cornee sono fornite da banche degli occhi italiane, strutture coordinate e controllate dalle autorità sanitarie italiane, che ne garantiscono qualità e provenienza.

Esiste la possibilità di rigetto ?

Dobbiamo distinguere. Nei trapianti a basso rischio, che costituiscono la maggioranza, la possibilità di rigetto si aggira intorno al 5%. Nei trapianti ad alto rischio (casi piuttosto rari) la possibilità di rigetto puo’ invece raggiungere il 50%.
Una terapia medica, comunque, risolve quasi sempre il problema.

Cosa fare quando di verifica il rigetto ?

Una terapia tempestiva ed eseguita correttamente riesce nella maggioranza dei casi a risolvere il problema.

Torna a vedere ad un mese dalle nozze

tg1-on-line

tg1-on-linePAVIA – Rosetta, trentenne di Caserta gravemente ipovedente, è tornata a vedere grazie a una nuova tecnica che ha ‘cancellato’ il glaucoma congenito bilaterale.

Trentenne recupera vista dopo intervento
Trentenne recupera vista dopo intervento

PAVIA – E’ una notizia di quelle che fanno sperare. Ha riacquistato la vista a un mese dal fatidico sì e,  finalmente, per la prima volta ha visto il fidanzato. Rosetta, trentenne di Caserta gravemente ipovedente, è tornata a vedere grazie a una nuova tecnica che ha ‘cancellato’ il glaucoma congenito bilaterale.

IPOVEDENTE DALLA NASCITA – La malattia che l’accompagna dalla nascita è solo un ricordo “grazie alla cheratoprotesi e al professor Aldo Fronterrè – racconta Rosetta dalla sua casa in Toscana, dove a fine agosto si svolgeranno le nozze – In passato mi sono sottoposta a numerosi interventi in Europa e in Russia ma senza successo, finché, cercando su internet ho saputo del professore e ho fissato un appuntamento a Milano. Dopo un mese mi sono sottoposta all’operazione e quando ho visto per la prima volta il mio fidanzato mi sono emozionata”.

La ‘Cheratoprotesi secondo Boston’, di cui Fronterrè è il pioniere in Europa, arriva
dall’Università Harvard e rappresenta una nuova opzione al trapianto di cornea.

TECNICA RIVOLUZIONARIA – In alcuni casi, infatti, il trapianto tradizionale è impossibile o destinato a un sicuro fallimento. Così la Harvard Medical School ha messo a punto una cornea artificiale, che permette di sostituire quella opaca con una particolare protesi trasparente in materiale sintetico. La peculiarità è che non va incontro a rigetto od opacamento, risolvendo così i vari gradi di cecità del paziente. Oltre duemila persone fino ad oggi hanno avuto benefici dall’intervento. “Con questa nuova tecnica si ha l’opportunità di riacquistare una buona visione – spiega Fronterrè, specialista in Chirurgia corneale, già primario di Chirurgia oculistica alla Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia – La protesi è costruita in polimetilmetacrilato, un materiale sintetico trasparente con una ottima tollerabilità ed eccellenti proprietà ottiche”.

L’INTERVENTO – La ‘Boston Keratoprosthesis’, prosegue, “consiste nella sostituzione della cornea del paziente con una protesi in titanio e polimetilmetacrilato, inserita in un lembo di cornea di donatore, che funge da supporto, e quindi viene impiantata nell’occhio del destinatario insieme a una lente a contatto”. Prima dell’intervento il
paziente è sottoposto a un’accurata visita oculistica, per stabilire se è un buon candidato per l’operazione, che dura un’ora e quindici minuti in anestesia locale (generale per i bambini) e viene eseguito in day-hospital. Il paziente quindi può ritornare a casa il giorno stesso.

LA SPERANZA – “Il professore non mi ha mai illuso sulla riuscita dell’intervento e ha preso a cuore il mio caso – conclude Rosetta – i risultati ci sono e per questo voglio spronare a sottoporsi alla cheratoprotesi chi vuole uscire dalla mia stessa situazione ed entrare in un mondo fatto di colori e di emozioni”.

Rosetta, promessa sposa riacquista la vista

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http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/07/12/ipovedente

vanity-faircieca_610x279Ha riacquistato la vista a un mese dal fatidico sì e, finalmente, per la prima volta ha visto il  fidanzato. Rosetta, trentenne di Caserta gravemente ipovedente, è  tornata a vedere grazie a una nuova tecnica che ha «cancellato» il  glaucoma congenito bilaterale.

«HO VISTO IL MIO FIDANZATO»
La malattia che l’accompagna dalla nascita è solo un ricordo  «grazie alla cheratoprotesi e al professor Aldo Fronterrè», racconta  Rosetta dalla sua casa in Toscana, dove a fine agosto si svolgeranno  le nozze. «In passato mi sono sottoposta a numerosi interventi in  Europa e in Russia ma senza successo, finché, cercando su internet ho  saputo del professore e ho fissato un appuntamento a Milano. Dopo un  mese mi sono sottoposta all’operazione e quando ho visto per la prima  volta il mio fidanzato mi sono emozionata».

LA MALATTIA
La «Cheratoprotesi secondo Boston», di cui Fronterrè è il pioniere in Europa, arriva  dall’Università Harvard e rappresenta una nuova opzione al trapianto  di cornea. In alcuni casi, infatti, il trapianto tradizionale è impossibile o destinato a un sicuro fallimento. Così la Harvard Medical School ha  messo a punto una cornea artificiale, che permette di sostituire  quella opaca con una particolare protesi trasparente in materiale sintetico. La peculiarità è che non va incontro a rigetto od  opacamento, risolvendo così i vari gradi di cecità del paziente. Oltre duemila persone fino ad oggi hanno avuto benefici dall’intervento.

«UN MONDO FATTO DI COLORI»
«Il professore non mi ha mai illuso sulla riuscita  dell’intervento e ha preso a cuore il mio caso», conclude Rosetta. «I  risultati ci sono e per questo voglio spronare a sottoporsi alla cheratoprotesi chi vuole uscire dalla mia stessa situazione ed entrare in un mondo fatto di colori e di emozioni».