Presbiopia. Addio occhiali si può risolvere con il laser

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In Italia la presbiopia interessa circa 28 milioni di persone e ben 2 miliardi nel mondo: oggi in pochi minuti si torna a vedere da vicino e si possono correggere anche miopia e astigmatismo

http://www.liberoquotidiano.it/news/11608284/Presbiopia–Addio-occhiali–.html

In Italia la presbiopia interessa circa 28 milioni di persone e ben 2 miliardi nel mondo: oggi in pochi minuti si torna a vedere da vicino e si possono correggere anche miopia e astigmatismo

Aldo Fronterrè, specialista in chirurgia corneale: «L’intervento è indolore e restituisce giovinezza agli occhi. Perché vanificare tanti sforzi, inforcando gli occhiali e svelando che si è ben oltre la fascia degli ‘anta’?»

Tra l’ansia della prova costume, la tentazione dell’ultima dieta alla moda o di quel ritocchino per ringiovanire il viso e, per le donne, anche il décolleté si dimenticano gli occhi. Inforcare gli occhiali per leggere ‘da vicino’, infatti, tradisce immediatamente anche il migliore lifting o tinta dei capelli e svela in un colpo di trovarsi tra gli over 45. Invece è possibile mantenere giovane anche la vista con pochi minuti di intervento laser senza dolore e in ambulatorio. «La presbiopia non è una malattia ma la naturale evoluzione del cristallino, che con il tempo aumenta di diametro e diviene meno elastico. Ciò comporta la difficoltà di modificare automaticamente la propria forma, per mettere a fuoco gli oggetti posti a diverse distanze – spiega il Dott. Aldo Fronterrè (www.aldofronterre.it), specialista in Chirurgia Corneale di Milano e Pavia, già Primario dell’Unità Operativa di Chirurgia Oculistica presso la Fondazione “S. Maugeri” di Pavia – Il risultato lo conosciamo tutti: difficoltà nel mettere una firma, leggere le lancette dell’orologio o un sms, digitare un numero sul telefonino, il tutto accompagnato spesso da disturbi come l’affaticamento visivo, mal di testa o arrossamento degli occhi». In Italia la presbiopia interessa circa 28milioni di persone e ben 2 miliardi nel mondo. La procedura ‘Supracor’, che si basa sulla tecnica di trattamento laser oculare LASIK, si può cancellare l’età degli occhi anche per i pazienti già sottoposti in passato a correzione della vista. In questo modo si garantisce un’ottima vista da distanze ravvicinate, intermedie e lontane, mantenendo una qualità visiva elevata. «L’intero trattamento dura solo qualche minuto – illustra il dott. Fronterrè – e comporta la creazione con il laser di una sottile lembo sulla superficie dell’occhio, in seguito spostato su un lato per accedere alla cornea. A questo punto si utilizza i laser per rimodellare con precisione la curvatura corneale e curare la presbiopia. Per garantire la sicurezza ottimale si ricorre anche alla tecnologia di avanguardia ‘ACE’ (Advanced Control Eyetracking), che riconosce l’iride e segue i movimenti dell’occhio e della pupilla, regolando contemporaneamente il fascio laser –aggiunge l’esperto- Così viene garantita un’azione precisa per tutta la procedura. A questo punto si riporta il lembo nella posizione originale e l’occhio guarisce in maniera del tutto naturale. Per esser sottoposti a questo tipo di intervento bisogna essere in un buono stato generale di salute e privi di particolari malattie oculari. «Questa procedura permette anche di curare contemporaneamente una eventuale miopia, astigmatismo e ipermetropia – conclude il dott. Fronterrè – e così tornare a vedere da vicino e da lontano nel giro di un paio di giorni, così da non vanificare tanti sforzi di bellezza, inforcando gli occhiali». (AN. CAP.)

Presbiopia. Addio occhiali si può risolvere con il laser

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In Italia la presbiopia interessa circa 28 milioni di persone e ben 2 miliardi nel mondo: oggi in pochi minuti si torna a vedere da vicino e si possono correggere anche miopia e astigmatismo

Aldo Fronterrè, specialista in chirurgia corneale: «L’intervento è indolore e restituisce giovinezza agli occhi. Perché vanificare tanti sforzi, inforcando gli occhiali e svelando che si è ben oltre la fascia degli ‘anta’?»

Aldo Fronterrè, specialista in chirurgia corneale: «L’intervento è indolore e restituisce giovinezza agli occhi. Perché vanificare tanti sforzi, inforcando gli occhiali e svelando che si è ben oltre la fascia degli ‘anta’?»

Tra l’ansia della prova costume, la tentazione dell’ultima dieta alla moda o di quel ritocchino per ringiovanire il viso e, per le donne, anche il décolleté si dimenticano gli occhi. Inforcare gli occhiali per leggere ‘da vicino’, infatti, tradisce immediatamente anche il migliore lifting o tinta dei capelli e svela in un colpo di trovarsi tra gli over 45. Invece è possibile mantenere giovane anche la vista con pochi minuti di intervento laser senza dolore e in ambulatorio. «La presbiopia non è una malattia ma la naturale evoluzione del cristallino, che con il tempo aumenta di diametro e diviene meno elastico. Ciò comporta la difficoltà di modificare automaticamente la propria forma, per mettere a fuoco gli oggetti posti a diverse distanze – spiega il Dott. Aldo Fronterrè (www.aldofronterre.it), specialista in Chirurgia Corneale di Milano e Pavia, già Primario dell’Unità Operativa di Chirurgia Oculistica presso la Fondazione “S. Maugeri” di Pavia – Il risultato lo conosciamo tutti: difficoltà nel mettere una firma, leggere le lancette dell’orologio o un sms, digitare un numero sul telefonino, il tutto accompagnato spesso da disturbi come l’affaticamento visivo, mal di testa o arrossamento degli occhi». In Italia la presbiopia interessa circa 28milioni di persone e ben 2 miliardi nel mondo. La procedura ‘Supracor’, che si basa sulla tecnica di trattamento laser oculare LASIK, si può cancellare l’età degli occhi anche per i pazienti già sottoposti in passato a correzione della vista. In questo modo si garantisce un’ottima vista da distanze ravvicinate, intermedie e lontane, mantenendo una qualità visiva elevata. «L’intero trattamento dura solo qualche minuto – illustra il dott. Fronterrè – e comporta la creazione con il laser di una sottile lembo sulla superficie dell’occhio, in seguito spostato su un lato per accedere alla cornea. A questo punto si utilizza i laser per rimodellare con precisione la curvatura corneale e curare la presbiopia. Per garantire la sicurezza ottimale si ricorre anche alla tecnologia di avanguardia ‘ACE’ (Advanced Control Eyetracking), che riconosce l’iride e segue i movimenti dell’occhio e della pupilla, regolando contemporaneamente il fascio laser –aggiunge l’esperto- Così viene garantita un’azione precisa per tutta la procedura. A questo punto si riporta il lembo nella posizione originale e l’occhio guarisce in maniera del tutto naturale. Per esser sottoposti a questo tipo di intervento bisogna essere in un buono stato generale di salute e privi di particolari malattie oculari. «Questa procedura permette anche di curare contemporaneamente una eventuale miopia, astigmatismo e ipermetropia – conclude il dott. Fronterrè – e così tornare a vedere da vicino e da lontano nel giro di un paio di giorni, così da non vanificare tanti sforzi di bellezza, inforcando gli occhiali». (AN. CAP.)

Addio occhiali: la presbiopia si risolve con il laser

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Tra l’ansia della prova costume, la tentazione dell’ultima dieta alla moda o di quel ritocchino per ringiovanire il viso e, per le donne, anche il décolleté si dimenticano gli occhi. Inforcare gli occhiali per leggere ‘da vicino’, infatti, tradisce immediatamente anche il migliore lifting o tinta dei capelli e svela in un colpo di trovarsi tra gli over 45.

Invece è possibile mantenere giovane anche la vista con pochi minuti di intervento laser senza dolore e in ambulatorio.  «La presbiopia non è una malattia ma la naturale evoluzione del cristallino, che con il tempo aumenta di diametro e diviene meno elastico. Ciò comporta la difficoltà di modificare automaticamente la propria forma, per mettere a fuoco gli oggetti posti a diverse distanze –spiega il Dott. Aldo Fronterrè (www.aldofronterre.it), specialista in Chirurgia Corneale di Milano e Pavia, già Primario dell’Unità Operativa di Chirurgia Oculistica presso la Fondazione “S. Maugeri” di Pavia – Il risultato lo conosciamo tutti: difficoltà nel mettere una firma, leggere le lancette dell’orologio o un sms, digitare un numero sul telefonino, il tutto accompagnato spesso da disturbi come l’affaticamento visivo, mal di testa o arrossamento degli occhi». In Italia la presbiopia interessa circa 28milioni di persone e ben 2 miliardi nel mondo. La procedura ‘Supracor’, che si basa sulla tecnica di trattamento laser oculare LASIK, si può cancellare l’età degli occhi anche per i pazienti già sottoposti in passato a correzione della vista. In questo modo si garantisce un’ottima vista da distanze ravvicinate, intermedie e lontane, mantenendo una qualità visiva elevata. «L’intero trattamento dura solo qualche minuto –illustra il dott. Fronterrè- e comporta la creazione con il laser di una sottile lembo sulla superficie dell’occhio, in seguito spostato su un lato per accedere alla cornea. A questo punto si utilizza i laser per rimodellare con precisione la curvatura corneale e curare la presbiopia. Per garantire la sicurezza ottimale si ricorre anche alla tecnologia di avanguardia ‘ACE’ (Advanced Control Eyetracking), che riconosce l’iride e segue i movimenti dell’occhio e della pupilla, regolando contemporaneamente il fascio laser –aggiunge l’esperto- Così viene garantita un’azione precisa per tutta la procedura. A questo punto si riporta il lembo nella posizione originale e l’occhio guarisce in maniera del tutto naturale. Per esser sottoposti a questo tipo di intervento bisogna essere in un buono stato generale di salute e privi di particolari malattie oculari. «Questa procedura permette anche di curare contemporaneamente una eventuale miopia, astigmatismo e ipermetropia– conclude il dott. Fronterrè- e così tornare a vedere da vicino e da lontano nel giro di un paio di giorni, così da non vanificare tanti sforzi di bellezza, inforcando gli occhiali».

Salute: Presbiopia, addio occhiali. Oggi si cura col laser

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asca(ASCA) – Roma, 6 mag 2014 – Mantenere giovane la vista con pochi minuti di intervento laser senza dolore e in ambulatorio si puo’.

Parola di Aldo Fronterrè specialista in Chirurgia Corneale di Milano e Pavia, gia’ Primario dell’Unità Operativa di Chirurgia Oculistica presso la Fondazione ”S. Maugeri” di Pavia:”La presbiopia – spiega – non e’ una malattia, ma la naturale evoluzione del cristallino che con il tempo aumenta di diametro e diviene meno elastico. Cio’ comporta la difficolta’ di modificare automaticamente la propria forma, per mettere a fuoco gli oggetti posti a diverse distanze. Il risultato lo conosciamo tutti: difficoltà nel mettere una firma, leggere le lancette dell’ orologio o un sms, digitare un numero sul telefonino, il tutto accompagnato spesso da disturbi come l’affaticamento visivo, mal di testa o arrossamento degli occhi’‘.

In Italia la presbiopia interessa circa 28milioni di persone e ben 2 miliardi nel mondo. Con la procedura ‘Supracor‘, che si basa sulla tecnica di trattamento laser oculare Lasik, ”si puo’ cancellare l’eta’ degli occhi anche per i pazienti gia’ sottoposti in passato a correzione della vista. In questo modo si garantisce un’ottima vista da distanze ravvicinate, intermedie e lontane, mantenendo una qualita’ visiva elevata”.

”L’intero trattamento dura solo qualche minuto – illustra Fronterre’- e comporta la creazione con il laser di una sottile lembo sulla superficie dell’occhio, in seguito spostato su un lato per accedere alla cornea. A questo punto si utilizza i laser per rimodellare con precisione la curvatura corneale e curare la presbiopia. Per garantire la sicurezza ottimale si ricorre anche alla tecnologia di avanguardia ‘ACE’ (Advanced Control Eyetracking), che riconosce l’iride e segue i movimenti dell’occhio e della pupilla, regolando contemporaneamente il fascio laser – aggiunge l’esperto- cosi’ viene garantita un’azione precisa per tutta la procedura. A questo punto si riporta il lembo nella posizione originale e l’occhio guarisce in maniera del tutto naturale. Per esser sottoposti a questo tipo di intervento bisogna essere in un buono stato generale di salute e privi di particolari malattie oculari.”

”Questa procedura permette anche di curare contemporaneamente una eventuale miopia, astigmatismo e ipermetropia – conclude il dott. Fronterre’- e cosi’ tornare a vedere da vicino e da lontano nel giro di un paio di giorni”.

red/mpd

Torna a vedere ad un mese dalle nozze

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tg1-on-linePAVIA – Rosetta, trentenne di Caserta gravemente ipovedente, è tornata a vedere grazie a una nuova tecnica che ha ‘cancellato’ il glaucoma congenito bilaterale.

Trentenne recupera vista dopo intervento
Trentenne recupera vista dopo intervento

PAVIA – E’ una notizia di quelle che fanno sperare. Ha riacquistato la vista a un mese dal fatidico sì e,  finalmente, per la prima volta ha visto il fidanzato. Rosetta, trentenne di Caserta gravemente ipovedente, è tornata a vedere grazie a una nuova tecnica che ha ‘cancellato’ il glaucoma congenito bilaterale.

IPOVEDENTE DALLA NASCITA – La malattia che l’accompagna dalla nascita è solo un ricordo “grazie alla cheratoprotesi e al professor Aldo Fronterrè – racconta Rosetta dalla sua casa in Toscana, dove a fine agosto si svolgeranno le nozze – In passato mi sono sottoposta a numerosi interventi in Europa e in Russia ma senza successo, finché, cercando su internet ho saputo del professore e ho fissato un appuntamento a Milano. Dopo un mese mi sono sottoposta all’operazione e quando ho visto per la prima volta il mio fidanzato mi sono emozionata”.

La ‘Cheratoprotesi secondo Boston’, di cui Fronterrè è il pioniere in Europa, arriva
dall’Università Harvard e rappresenta una nuova opzione al trapianto di cornea.

TECNICA RIVOLUZIONARIA – In alcuni casi, infatti, il trapianto tradizionale è impossibile o destinato a un sicuro fallimento. Così la Harvard Medical School ha messo a punto una cornea artificiale, che permette di sostituire quella opaca con una particolare protesi trasparente in materiale sintetico. La peculiarità è che non va incontro a rigetto od opacamento, risolvendo così i vari gradi di cecità del paziente. Oltre duemila persone fino ad oggi hanno avuto benefici dall’intervento. “Con questa nuova tecnica si ha l’opportunità di riacquistare una buona visione – spiega Fronterrè, specialista in Chirurgia corneale, già primario di Chirurgia oculistica alla Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia – La protesi è costruita in polimetilmetacrilato, un materiale sintetico trasparente con una ottima tollerabilità ed eccellenti proprietà ottiche”.

L’INTERVENTO – La ‘Boston Keratoprosthesis’, prosegue, “consiste nella sostituzione della cornea del paziente con una protesi in titanio e polimetilmetacrilato, inserita in un lembo di cornea di donatore, che funge da supporto, e quindi viene impiantata nell’occhio del destinatario insieme a una lente a contatto”. Prima dell’intervento il
paziente è sottoposto a un’accurata visita oculistica, per stabilire se è un buon candidato per l’operazione, che dura un’ora e quindici minuti in anestesia locale (generale per i bambini) e viene eseguito in day-hospital. Il paziente quindi può ritornare a casa il giorno stesso.

LA SPERANZA – “Il professore non mi ha mai illuso sulla riuscita dell’intervento e ha preso a cuore il mio caso – conclude Rosetta – i risultati ci sono e per questo voglio spronare a sottoporsi alla cheratoprotesi chi vuole uscire dalla mia stessa situazione ed entrare in un mondo fatto di colori e di emozioni”.

Rosetta, promessa sposa riacquista la vista

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http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/07/12/ipovedente

vanity-faircieca_610x279Ha riacquistato la vista a un mese dal fatidico sì e, finalmente, per la prima volta ha visto il  fidanzato. Rosetta, trentenne di Caserta gravemente ipovedente, è  tornata a vedere grazie a una nuova tecnica che ha «cancellato» il  glaucoma congenito bilaterale.

«HO VISTO IL MIO FIDANZATO»
La malattia che l’accompagna dalla nascita è solo un ricordo  «grazie alla cheratoprotesi e al professor Aldo Fronterrè», racconta  Rosetta dalla sua casa in Toscana, dove a fine agosto si svolgeranno  le nozze. «In passato mi sono sottoposta a numerosi interventi in  Europa e in Russia ma senza successo, finché, cercando su internet ho  saputo del professore e ho fissato un appuntamento a Milano. Dopo un  mese mi sono sottoposta all’operazione e quando ho visto per la prima  volta il mio fidanzato mi sono emozionata».

LA MALATTIA
La «Cheratoprotesi secondo Boston», di cui Fronterrè è il pioniere in Europa, arriva  dall’Università Harvard e rappresenta una nuova opzione al trapianto  di cornea. In alcuni casi, infatti, il trapianto tradizionale è impossibile o destinato a un sicuro fallimento. Così la Harvard Medical School ha  messo a punto una cornea artificiale, che permette di sostituire  quella opaca con una particolare protesi trasparente in materiale sintetico. La peculiarità è che non va incontro a rigetto od  opacamento, risolvendo così i vari gradi di cecità del paziente. Oltre duemila persone fino ad oggi hanno avuto benefici dall’intervento.

«UN MONDO FATTO DI COLORI»
«Il professore non mi ha mai illuso sulla riuscita  dell’intervento e ha preso a cuore il mio caso», conclude Rosetta. «I  risultati ci sono e per questo voglio spronare a sottoporsi alla cheratoprotesi chi vuole uscire dalla mia stessa situazione ed entrare in un mondo fatto di colori e di emozioni».